Artererapia

Arteterapia è un termine che compone la parola arte con la parola terapia ed emerge negli anni ‘50 in seguito ad osservazioni fatte negli ospedali psichiatrici su clienti che traevano beneficio disegnando e dipingendo . All’ epoca si fece riferimento ai concetti psicoanalitici del primo Freud relativi ai processi inconsci e alla sublimazione. Via via che la ricerca psicologica avanzò ( teorie della relazione oggettuale, teorie sull’attaccamento, neurobiologia e neuroscienze ) si sottolinearono altri aspetti relativi al processo creativo e alla relazione paziente terapeuta, come fattori di sostegno alla conoscenza di sé e al benessere personale. Pertanto si iniziò ad usare il linguaggio analogico dell’arte oltre che in ambito terapeutico, anche in altri ambiti, come la prevenzione, l’educazione, il counseling. L’Arteterapia è una disciplina che, utilizzando le tecniche e la decodifica dell’arte grafico-plastica, ovvero il linguaggio analogico dell’emisfero destro del nostro cervello , ha l’obbiettivo di ottenere da chi la utilizza dei manufatti che racchiudono in sé pensieri ed emozioni, i quali, messi in gioco nella relazione, diventano simboli comunicabili. Questa pratica lavora sul sostegno delle “parti sane” dell’individuo favorendone la loro espressione. L’Arteterapia offre, attraverso le sue proposte, condizioni favorevoli a sostenere e fortificare il nostro processo creativo, la nostra capacità di trovare risposte nuove a situazioni nelle quali ci troviamo incastrati. Lo fa attraverso un setting costituito dall’atelier, che è uno spazio accogliente dove si trovano diversi materiali artistici che funzionano un po’ come le parole nella comunicazione verbale; l’ascolto empatico dell’arteterapeuta stimola la produzione creativa, focalizzandosi più sulla relazione ed il processo piuttosto che sul prodotto e l’estetica. I materiali artistici diventano così veicolo di emozioni e sentimenti, la “materia” attraverso la quale il mondo interiore dell’individuo può manifestare la sua forma. E’ dunque importante che in un atelier se ne possano trovare di molteplici varietà, adatte ad ogni bisogno evolutivo dei pazienti. I materiali artistici possiedono qualità diverse a cui noi rispondiamo sia cognitivamente che emotivamente. Per fare un esempio possiamo dividere questi materiali in liquidi, cioè che hanno bisogno di acqua per esprimersi (tempere, acquarelli, argilla….) e secchi (matite, gessi, pennarelli…..). I primi evocano esperienze infantili, corporee, dove le emozioni lasciano il posto al controllo, viceversa i secchi rimandano a forme precise, controllo del segno e dei sentimenti….. Non è importante associare rigidamente a ciascun uso una caratteristica della persona o un livello evolutivo, ma risuonare con il bisogno che esso esprime con l’obiettivo di sostenere un processo di conoscenza di sé e di crescita. Una sessione di arteterapia può essere individuale o di gruppo e in quest’ultimo caso abbiamo una risorsa aggiuntiva che consiste nella dinamica di gruppo, dove l’opera del singolo si incrocia con quella degli altri e l’eco delle diverse immagini costruisce una storia che parla ad ognuno, aprendo spesso orizzonti sconosciuti. 

Bibliografia: 

Mimma della Cagnoletta “Arteterapia, la prospettiva psicodinamica" Carocci Faber 2010 
Anzieu “L’io pelle” 1985 Borla 
Arnheim (1974) Il pensiero visivo Einaudi 
Bion “ Apprendere dall’esperienza” 1979 Armando Ed. 
Bowlby “Attaccamento e perdita” 1989 Boringhieri 
Kandisky W 1989 “Lo spirituale nell’arte” Se Miano 
Kramer E. “L'arte come terapia nell’infanzia” La nuova Italia 1977 
Langer (1965) “Sentimento e forma” Feltrinelli 
Cuman L. “Pittura Intuitiva” Anima Ed.2010 
Cambell J: “Attività artistiche in gruppo” Erikson 2000 
Sicurelli R. “Tecniche per la creatività artistica visiva” Erikson 
Barber Vicky” Creating children’ s art games for emotional support” 
A cura di Tosatti B.: “Figure dell’anima, Arte irregolare in Europa” Mazzotta